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Malìa
Da Musica.
| Malìa | |
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| Lingua originale: | italiano |
| Genere: | opera drammatica |
| Musica: | Francesco Paolo Frontini |
| Libretto: | Luigi Capuana (libretto online) |
| Atti: | tre |
| Epoca di composizione: | 1893 |
| Prima rappresentazione: | 30 maggio 1893 |
| Teatro: | Brunetti(oggi Duse) |
| Prima rappresentazione italiana: | 30 maggio 1893 |
| Teatro: | Bologna, Teatro Brunetti |
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Personaggi:
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Malìa è un'opera in tre atti di Francesco Paolo Frontini, su libretto di Luigi Capuana.
La prima rappresentazione avvenne al teatro Brunetti(oggi Duse) di Bologna, il 30 maggio 1893.
Intepreti di quel debutto furono:
MASSARO PAOLO, padre di..., Sig. ANTONIO BARDOSSI, basso;
NEDDA, Sig.ra CLOTILDE MALATESTA, mezzosoprano;
JANA,e di ..., Sig.ra LEONILDE GABBI, soprano;
NINO, fidanzato di Jana, Sig. ETTORE MARCHI, tenore;
COLA, marito di Nedda , Sig. MICHELE WIGLEY, baritono.
Direttore della prima rappresentazione: Maestro Cav. Vittorio Podesti
La scena è in un villaggio siciliano. Epoca: primi anni del secolo 1800.
Indice |
Trama
- Atto I - Nel cortile della casa di massaro Paolo parato a festa, per le nozze di Nedda, una delle figlie del massaro, alcune ragazze apparecchiano una tavola, in attesa del corteo nuziale che sta per tornare dalla chiesa. Tra esse è Jana, l'altra figlia di massaro Paolo. Essa riesce a frenare a stento la propria agitazione : pur essendo fidanzata a Nino, è innamorata di Cola colui che in quello stesso istante è diventato marito di sua sorella ; e questo pensiero non fa che acuire il suo tormento e inasprire la sua passione.
All' arrivo del corteo si brinda in onore degli sposi, si intrecciano danze, si fanno cento scherzi : ma Jana è più angosciata che mai e invano Cola cerca di farla sorridere. Questo suo turbamento non sfugge a Nino che la circonda di tenero e fiducioso affetto e le sussurra che anche loro due, fra non molto, saranno marito e moglie. Jana spera di poter resistere alla tentazione, ma fin da quel momento sente che la propria sorte è legata a quella di Cola, e quando gli sposi escono per recarsi nella loro nuova dimora, Jana si abbandona a un pianto disperato.
- Atto II - Un' ampia stanza in casa di massaro Paolo. E la festa della Immacolata, e la processione dovrà passare dalla strada sottostante ; fra poco arriveranno gli invitati e massaro Paolo esorta la figlia a riceverli. Ma Jana è più che mai chiusa nel suo tormento che la rende come un automa e preoccupa il padre, il quale non sa quale nome dare a quella strana malattia. Spera in una grazia della Madonna e invita Jana a pregare. Lei non sa, non può più pregare come una volta; il suo tormento non le da pace e trovandosi sola col cognato, si sfoga contro di lui che è la causa del suo male e della sua perdizione, l'ama e l'odia, invoca su di lui i fulmini del cielo, ma gli cade tra le braccia. Cola, glorificandosi di quella sua nuova conquista, promette alla cognata di ricambiare il suo amore. Quello sfogo, invece di placare l'agitazione di Jana, le ha rimesso nell'anima il rimorso del suo grande peccato ; e quando il simulacro della Madonna passa davanti alla casa, alle vicine che la invitano ad invocare la grazia della guarigione, Jana risponde maledicendosi perchè sa che per lei non c'è più salvezza. Tutti credono che la ragazza sia indemoniata.
- Atto III - Nella vigna di massaro Paolo è in corso la vendemmia. Alle continue affettuose premure di Nino, Jana si sente costretta a rivelare la propria colpa, per espiare il proprio peccato. Nino perdona e le promette che la sposerà lo stesso e che andranno lontani per rifarsi una nuova vita. Ma Cola non vuole: egli, ormai irretito nella passione peccaminosa, vuole che la tresca continui e minaccia delle più atroci vendette la ragazza. Nino, sdegnato, gli sussurra che sa tutto e che vuole riparare un misfatto, ma vistosi insultato nel proprio onore e nel proprio sentimento di redenzione, egli si avventa contro Cola e lo finisce a colpi di coltello.
Articoli e critica
- Malìa - Giudizi della Stampa, Tipografia di Giacomo Pastore, Catania 1893.
- Rileggendo Malìa, L'Italia Musicale - Firenze 1924 e qui.
Organico orchestrale
La partitura di Frontini prevede l'utilizzo di:
- 3 flauti (III. anche ottavino), 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti in sib, 2 fagotti
- 4 corni, 2 trombe in sib, 3 tromboni, basso tuba, cimbasso
- timpani, piatti, grancassa
- 2 arpe
- archi.
Riduzione per canto e pianoforte
Spartiti
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Rappresentazioni
- 30 maggio 1893, teatro Brunetti - Bologna
- 3 settembre 1894, teatro Politeama Pacini - Catania
- 22 gennaio 1895, teatro Alhambra - Milano
- 14 maggio 1895, teatro Nazionale - Catania
- 11 dicembre 1895, teatro Epicarmo - Siracusa
- 18 marzo 1896, teatro Garibaldi - Trapani
- 6 aprile 1957, teatro Massimo Bellini - Catania

